Uniti nella diversità – Alla scoperta di una nuova cultura

  • Uniti nella diversità – Alla scoperta di una nuova cultura

     

    Sami e Souad, sono i due studenti che partecipano al programma europeo Unis dans la diversité SVE Dijon che vede coinvolti nello scambio il Comune di Reggio Emilia e il Comune di Dijon.

    Qui l’articolo di Souad sul suo secondo mese in Francia

    ALLA SCOPERTA DI UNA NUOVA CULTURA

    Il 2017 è cominciato e con esso continua anche la mia esperienza alla scoperta di Digione attraverso il sevizio civile.

    Gennaio in Francia è il mese della “Galette des Rois” un dolce tipico fatto con della pasta sfoglia ripiena di crema pasticcera su cui viene adagiato un fagiolo; la tradizione vuole che venga condiviso con amici e famigliari, la persona a cui capita la fetta con il fagiolo dovrà mettere la corona e sarà nominato re o regina per tutta la giornata.

    incontro con direttore relazioni internazionaliUn mese fatto di incontri importanti. Ho avuto l’occasione di incontrare il sindaco di Digione François Rebsamen, si é detto molto contento di ricevere ogni anno ragazzi giovani provenienti da tutto il mondo, l’interscambio culturale tra i giovani è una cosa in cui ha sempre creduto e di cui favorirà l’evolversi. Non meno importante anche l’incontro con il direttore delle relazioni internazionali Adrien Cassina, è stato molto disponibile sia con me che con le altre ragazze che condividono la mia stessa esperienza, ci siamo raccontate e abbiamo parlato della nostra esperienza a lui e ad altre persone che si occupano di tutta la procedura per accogliere giovani attraverso il servizio civile nel comune di Dijon.

    Non sono mancate anche questo mese le occasioni per partecipare agli eventi culturali della città, e Dijon ogni mese ne ospita diversi grazie alla collaborazione con il Comune. Quello che mi ha colpito particolarmente é stato “Modes de vie”, un progetto culturale nato nel 2006 in uno dei quartieri poveri della periferia di Dijon, “Fontaine d’Ouche”, cresciuto piano piano fino ad espandersi per tutta la città.

    Teatro, musica, circo, letture, marionette ecc.. accompagneranno la il festival per un mese. Lo scopo di questo festival è di rendere accessibileincontro con il presidente a tutti l’arte e la cultura in tutte le sue forme, cercando di valorizzare al meglio le nostre diversità per vivere meglio insieme. L’idea è di invitare diversi artisti del territorio e permettergli di interagire con gli abitanti attraverso degli atelier. La presentazione pubblica del festival è stata accompagnata da uno spettacolo teatrale messo in scena da una classe della scuola media del quartiere. “Posso sapere perché sono nero?”. Un titolo un po’ forte, ma che descrive a 360 gradi il vissuto di molte persone a causa delle discriminazioni. Una storia che parla di Falstaff e sua cugina Ada che si trovano alle prese con la loro identità di “bambini neri”. “Nonna perché sono nero?” chiede Falstaff. “Tesoro mio tu sei nero per amore! Ho sposato tuo nonno perché lo amavo, e il colore della sua pelle non é mai stato un problema”. Ada invece ogni giorno si spalma una crema per lei magica, che un giorno magari la farà diventare come le sue amiche.

    Siamo nel 2017 e purtroppo nella società in cui viviamo non riusciamo ad insegnare ai nostri bambini che sono semplicemente bambini! Chi se ne importa se sei giallo, verde, bianco, o blu, se ti comporti bene con me farò lo stesso con te.

    festival modes de vie (2)Un po’ come il gioco dei limoni… Assieme ad altri ragazzi durante un atelier, siamo stati invitati a descrivere un limone: “giallo, acido, liscio, ruvido, profumato ecc…” , dopo a sceglierne uno e a osservarlo per 5 minuti. Provare a conoscere questo limone, trovarne le caratteristiche e i difetti. Dopodiché i limoni sono stati ritirati, rimescolati e ognuno di noi ha dovuto ritrovare il proprio frutto. Nessuno si era mai soffermato a guardare così a lungo un limone, e tanto meno nessuno si aspettava di ritrovare il proprio dopo pochi secondi.

    Un gioco che accende automaticamente nella mente di ciascuno un’attenta riflessione sui pregiudizi, non avrei mai riconosciuto il mio limone se non avesse avuto una macchia a forma di Europa che non avrei mai notato in vita mia se non mi fossi soffermata a “conoscerlo”.

    Così come le persone. Se non andiamo oltre alla prima impressione e ci lasciamo bloccare dal pregiudizio sarà difficile abbattere certi muri. D’altronde la cultura è la nostra spina dorsale, e senza non potremmo vivere.